Google e l’influenza del searcher nelle serp

by Andrea Serravezza on March 26, 2007

Conosciamo ormai quasi tutto di google e dei suoi comportamenti. Studiamo i brevetti ancor prima che diventino operativi, eseguiamo test sui pi?? svariati fattori che hanno scoperchiato anche il pi?? recondito degli algoritmi ma non ho mai letto di esperimenti sul comportamento degli utenti di google (searcher) sul posizionamento. Mi spiego meglio. Il funzionamento di uno spider ?® noto a tutti i seo o presunti tali, sappiamo scrivere una pagina “search engine friendly” e sappiamo farci trovare dagli utenti per le parole chiave che vogliamo. Fin qui ammettiamo la nostra conoscenza in merito a fattori interni al sito (ottimizzazione codice) e fattori esterni (popolarit?†, backlink, etc. etc.) ed il gioco (per molti ?® un lavoro) ?® ad armi pari. Non possiamo per?? negare la perfidia di google che sempre pi?? spesso viene descritto come un grande fratello. E’ proprio questa definizione che mi ha fatto scattare un grosso dubbio. E se google tenesse conto dei comportamenti dell’utente ai fini del posizionamento? Entro pi?? dettagliatamente nella descrizione del meccanismo: eseguendo una qualsiasi query su google per la parola “profumo” otteniamo ca. 5.120.000 risultati. Le statistiche ci dicono che l’utente quasi mai si spinge oltre la 5a pagina (un bravo seo sa che dalla quinta pagina in poi ?® pressocch?® impossibile ricevere visite) e che nella maggiorparte dei casi clicca i primi 3-4 risultati. Ci adeguiamo alle statistiche simulando il comportamento di un utente medio. Eseguita la query passiamo alla rapida lettura dei risultati scegliendo il pi?? pertinente e accattivante. Quante informazioni pu?? trarre google da questo comportamento ai fini del posizionamento? Cliccando su di un risultato sto dando a google informazioni preziosissime in merito alla pertinenza del sito con la parola chiave ricercata? Google potrebbe usarci come tanti quality rater in grado, attraverso il loro comportamento, di stabilire le pi?? naturali e precise corrispondenze tra keywords e siti. Stabilito ci??, come non pensare che tali comportamenti influiscano sul posizionamento? Una sorta di rinforzo al gi?† noto fattore aging (pi?? sei nelle serp pi?? sei destinato a starci) e nulla di completamente nuovo se pensiamo che un algoritmo dai principi simili esiste gi?† per adwords. E’ stata google stessa a parlarci di queste cose, a lasciarci intendere che i comportamenti degli utenti possono (e di fatto lo fanno gi?†) stabilire cosa ?® accattivante o non lo ?® (aldil?† degli sforzi dei webmaster/writer nel creare landing pages accattivanti).

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