Con ricorrenza ciclica si presentano salvo poi, autoscreditarsi da un giorno all’altro. Cosa sono? I miti frivoli e facili che corrono a velocit?† abissali sulla rete. Mi riferisco alle mode, alle manie contingenti che spesso traggono il proprio valore da elementi abbastanza opinabili quali l’arricchimento facile e/o la popolarit?† garantita a vita. Le parole che seguono non vogliono essere un’invettiva moralista sui valori (o presunti tali) del nostro tempo n?® tantomeno una critica tout curt al mondo di internet di cui sono un goloso consumatore. L’intento ?® sottolineare, aprire gli occhi, fungere da contrappeso per contrastare i falsi miti. Sono uno studioso curioso di webmarketing e mi imbatto ogni giorno in siti che promettono di donare popolarit?† e visibilit?† immediate al sito (i tempi del posizionamento sono molto lenti), di garantirti le prime posizioni per parole chiave a tua scelta (senza affrontare una pre-analisi dello stato dell’arte della singola keyword), di farti aumentare il pagerank. Gi?† il pagerank….l’internauta evoluto, il blogger attento e il webmaster esperto, si saranno di certo imbattuti in questa parola. Per gli sprovveduti si tratta di un algoritmo segreto custodito (tanto per cambiare) da google, il quale “misurerebbe l’indice di popolarit?† di una pagina web”. Misurerebbe? Il condizionale ?® d’obbligo….tutto ci?? che di certo sappiamo del pagerank ?® che ?® colore verde. Su questa fondata certezza si basa un business da milioni di dollari. Webmaster e SEO che impazziscono se il loro PR si abbassa o volano al settimo cielo se fa un balzo in avanti. Il business nasce dall’assunto secondo cui i siti ad alto PR passano quote di PR ai siti che linkano. Il link allora diventa economicamente sfruttabile e fonte di guadagno (per alcuni) e opportunit?† di “visibilit?†” per altri. Io stesso confesso di aver offerto il mio spazio ad una di queste agenzie di vendita di link (fino ad ora pagamenti puntuali e precisi comodamente sull’account paypal n.d.r.). Mai e poi mai avrei acquistato questi link (nemmeno per un centesimo di euro), sarebbe come comprare 10 casse di birra reclamizzata come ottima ma di cui non si conosce la composizione (oddio penso alla coca-cola). Il paradosso che voglio dimostrare ?® quello che riguarda una trovata geniale ma non del tutto chiara che diventa oggetto di sfruttamento economico. Il secondo punto riguarda invece il posizionamento ed i cialtroni che invadono internet. Tra gli esperti SEO e SEM e questi cialtroni ci passa la stessa differenza che esiste tra un dottore ed un santone. Un esperto SEM vi chieder?† per prima cosa quali sono i vostri obiettivi di vendita, quali le vostre vendite attuali, i vostri prodotti di punta, la vostra posizione del mercato e il target di clienti attuali. Vi cucir?† insieme ad un rispettabile SEO un vestitino sartoriale per il vostro sito. Se poi SEM e SEO responsabili, non vi parleranno mai di prima posizione e forse nemmeno di prima pagina. Senza forzature la promessa della prima posizione somiglia tanto ai 20 chili di meno delle beauty farm. La leva psicologica dell’illusione ?® la stessa. Ma adesso capiamo bene il perch?® dell’importanza di altri fattori e non della prima posizione.
Un caso di studio ipotetico ci viene in aiuto.
Partiamo da una parola chiave composta ma semplice: motorini usati (Risultati 98.700 per motorini usati). Sappiamo per certo che il 70% delle ricerche con google finisce con la prima pagina (google bravo ad indicizzare o utente superficiale?) e su questa pagina si cliccano in media tre risultati. Immedesimandoci nell’utente medio ed accontentiamoci dei primi 10 risultati. La ricerca dell’utente era presumibilmente finalizzata a conoscere le quotazioni, le diverse marche presenti sul mercato, i centri di vendita dell’usato. Conseguenza? Lasciamo vincere i collegamenti sponsorizzati nella partita a porte chiuse: risultati organici 1 vs. risultati dietro compenso 3. Per risultati organici si intendono tutti i risultati naturali delle ricerche di google. Tra i risultati organici troviamo un sito dall’url poco accattivante per il tipo di ricerca fatta (tuttogratis.it) addirittura in prima posizione. Wow la prima posizione la scartiamo subito! Chiss?† quanto avr?† speso in ricerca SEO l’admin di quel sito. Passiamo oltre….il secondo risultato ?® un blog, di solito danno consigli…visitiamolo! Niente da fare….un abbaglio, un blog non pu?? approfondire un argomento da portale! Proseguiamo…uhm…l’ottavo sito ?® una doorway (un mirror del nostro gi?† visitato blog) il nono risultato ha un url che ci lascia perplessi per cui desistiamo (tuttoperinternet.it non potr?† parlare mai e poi mai di motorini!). Il nostro occhio si sposter?† dunque, sui risultati sponsorizzati per la felicit?† di chi i soldi ce li ha e pu?? permettersi di spenderli. Questi siti non sono arrivati primi nelle serp (risultati) e nemmeno sono tra i primi 20 risultati. Lo vedete quanto conta poco arrivare primi su google se non ci sono le corrispondenze tra keyword (servizi richiesti) e contenuti (servizi offerti).
I contenuti sono e saranno sempre la forza del web.